MEDITAZIONE SULLA REALTA'
di Edward Lucie-Smith

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Di pari passo, tuttavia, il procedere dell'astrattismo nell'arte ha sollevato ulteriori interrogativi sulla reazione dello spettatore davanti all'immagine e sul bisogno di immagini, punti rilevanti per il tema della mia analisi. Tutte le forme del primo astrattismo modernista suggeriscono virtualmente la presenza sottostante di un testo figurativo. In particolare, questo è il caso del padre universalmente riconosciuto dell'arte astratta, Vassily Kandinsky, i cui quadri passarono attraverso una fase di transizione in cui la rappresentazione figurativa sembra dissolversi davanti ai nostri occhi. Una generazione più tardi, Jackson Pollock ci offre un esempio analogo: le forme mitiche e fantastiche delle sue prime opere surrealiste sono ancora impercettibilmente visibili sotto i veli e le matasse cromatiche dei suoi dipinti successivi con la tecnica del drip e se ci si pone a distanza, si riescono ancora a intravedere.

L'impulso insito negli esseri umani di vedere figure riconoscibili in segni e macchie puramente casuali fu compreso appieno da Leonardo da Vinci, che raccomandava agli aspiranti artisti di fissare tali segni per trovare ispirazione per le proprie opere. Gli artisti che aspiravano ad eliminare ogni elemento figurativo dovettero progressivamente ricorrere a drastiche misure, culminando nella Minimal Art degli anni 1960,1970 e 1980, che consiste di forme unitarie non modulate, talvolta presentate isolate, talaltra in serie. Un primo esempio del primo caso è 'Die' [1962] dello scultore americano Tony Smith un semplice cubo, 182,9 cm x 182,9 cm x 182,9 cm costruito con lamine d'acciaio che sembra essere stato ordinato al telefono a un laboratorio, senza l'intervento fisico da parte dell'artista. Gli storici dell'arte tendono a interpretare il movimento minimalista come il punto di esaurimento degli impulsi modernisti, senza più forza propulsiva. Da allora, tutti i movimenti artistici possono essere caratterizzati come post-moderni e in larghissima parte si servono della figurazione.



Questi nuovi impulsi, spesso molto diversi tra di loro, hanno beneficiato di un rapido sviluppo tecnologico e in particolare dell'evoluzione del video e delle immagini digitali controllate attraverso il computer. Il video ha permesso a Fabrizio Plessi, il più noto artista italiano in questo campo, di incorporare aspetti della realtà nelle sue opere - fiamme o acqua corrente presentandoli in ciò che appare come una forma 'grezza', ma all'interno di una quadro tecnologico disciplinato. Forse un po' paradossalmente si potrebbe affermare che Plessi dipinge col video. Davanti alle installazioni di Plessi, ci si accorge che esse incorporano la vera e diretta rappresentazione di fenomeni razionali senza cadere nella categoria del 'realismo', come molti potrebbero interpretarlo. In tal senso, l'artista è il discendente diretto dei primi cubisti, che utilizzavano frammenti di giornale nelle loro opere, come riferimenti deliberatamente fuorvianti di un mondo di percezione visiva che l'analisi cubista della forma si preoccupava di sfidare.

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