Dopo il recente successo a Pordenone della personale “La città Promessa”, Bruno Chersicla fa ritorno nella sua città natale con una nuova esposizione dedicata alle sue opere più recenti. Quasi 30 opere in esposizione fra quadri, sculture e disegni per esplorare le nuove direzioni dell’arte di Bruno Chersicla.
Le complesse articolazioni delle sue sculture lignee sono da sempre il motore per la scoperta di una nuova dimensione ludica da parte di chi le osserva: la forma stessa delle parti incernierate e colorate delle sue opere invita a toccare e manipolare gli snodi per ottenere nuove inaspettate forme. 
Al tempo stesso i soggetti rappresentati dall’artista triestino permettono di apprezzare la sua inesauribile creatività, la costante ricerca di nuove originali motivazioni di fuga dalla nostra realtà reiterativa, e la loro intenzione di restituire al "fatto a mano" la capacità e la magia di immaginare la mobilità dei lineamenti, quasi fossero una composizione post-cubista alla Braque e alla Picasso. 
Composizioni che ora Chersicla trasporta dalle sue sculture alla bidimensionalità dei quadri lignei, proponendo tra gli altri una selezione intitolata “Città della Mente” dedicata al rapporto ideale con la città e con la sua memoria.

         

Bruno Chersicla, pittore, scultore, jazzista, nasce a Trieste nel 1937. All'Istituto d'Arte "Nordio", dove frequenta i corsi di arredamento e decorazione navale, collabora con i suoi docenti alla definizione degli interni dei transatlantici prodotti nei cantieri triestini. Nel contempo segue corsi di teoria e contrabbasso presso il Conservatorio "Tartini", appassionandosi in particolare al jazz. La personale d'esordio è a Udine nel 1962. Tra i Sessanta ed i Settanta, partecipa al gruppo triestino d'avanguardia "Raccordosei", con Caraian, Cogno, Palcic, Perizi e Reina. Nel 1966, dopo una collaborazione con il Teatro Stabile di Prosa di Trieste, si trasferisce a Milano dove diventa scenografo al "Piccolo Teatro". Dopo alcuni anni apre lo studio a Zoccorino, in Brianza, creando una suggestiva casa-laboratorio negli spazi di un'antica filanda. Nel 1975 a Murska Sobota riceve il Prix d'Honneur nella Biennale per la Piccola Scultura. Del 1978 è il ciclo dello "Spitzenkongress", una dedica a tutte le personalità che hanno contribuito alla formazione culturale di Chersicla, da Joyce a Freud, da Svevo a Saba, da Brecht, a Majakovsky e Kafka. Il 1982 è l'anno di "E' tornato Joyce", sculture ed acquerelli realizzati per le celebrazioni triestine dell' "Anno Joyciano", mostra che dopo Trieste è ospitata alla Biblioteca Comunale di Palazzo Sormani di Milano. Tra gli Ottanta e Novanta, ritorna alla pittura pur rimanendo sempre attento alla forma plastica lignea. Sono testimoni di ciò le mostre antologiche nei chiostri di San Domenico di Reggio Emilia nel 1994 e “Dall'Informale alle Muse Energetiche” al Civico Museo Rivoltella di Trieste nel 1997. Nel 2001 ha ottenuto il Guinness dei Primati per il dipinto più grande del mondo realizzato a Trieste nella Piazza dell’Unità d’Italia. Alla XX edizione del “Premio delle Arti - Premio della Cultura” di Milano gli è stato assegnato il Premio delle Arti 2008.

         


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