NOTE BIOGRAFICHE ESSENZIALI

1901
Nasce a Rovereto.

1924
Laureato in ingegneria.

1928
Diplomato a Brera, allievo di Wildt.

Cultore del contrappunto e dell’armonia, è tra i primi architetti razionalisti italiani, membro del Gruppo 7.

1933
Inizia l’attività e realizza i primi rilievi e le prime sculture (la n°16, la n° 12, la n° 21, la n° 23, la n° 24, tutte del 1935); nelle suddette opere ricorrono motivi geometrici che richiamano armonie musicali.

Tema centrale delle sue opere è il contrapporsi di un gioco di forme ovali e quadrate teso all’ottenimento della perfezione e dell’armonia. 
Il contrapporsi di forme è presente anche nella scultura n° 16, nella quale trova collocazione una doppia fila di semisfere poste in negativo ma allo stesso tempo richiamate in positivo, nella forma ovale, è spostata dal centro in posizione diagonale, accompagnata da un’immagine che richiama la sua ombra.


1935
Espone al Milione.
"L’arte è stato d’animo evangelico rivolto all’intelletto e non ai sensi…" così scrive Melotti nell’autopresentazione del 1935.
La maggior parte dei lavori presentati al Milione andò perduta sotto i bombardamenti. La mostra sopracitata rimane senza risposta a causa della mancanza di comprensione dovuta alla predominanza della corrente geometrica degli astrattisti milanesi e comaschi e degli architetti razionalisti.

1937
Presenta i Sette savi, opera realizzata in veste di moduli per una lezione di Ernesto Nathan Rogers.
Il conflitto mondiale porta l’autore a circoscriversi in un mondo soggettivo rappresentato da un microcosmo costellato da figure in ceramica che sono parte integrante dei suoi teatrini, installati alla parete come Meditazione domestica, 1959 o Balzac , 1972 .


L’artista dal 1959 realizza le sue opere con un materiale duttile e leggero come l’ottone, che esprimono un ritmo musicale; come nel caso dell’opera Ahi come presto stridono i venti, misti alla fredda pioggia autunnaledel 1966 ispirato ad un duetto di Mendelssohn .

 

1966
Partecipa alla XXXIII Biennale di Venezia nella mostra "Aspetti del primo astrattismo italiano", da quel momento acquisterà un ruolo decisivo nella cultura artistica europea. 
Nell’opera dell’artista traspare la circolarità tra numero, poesia e musica. Significative sono le opere – poesia, opere – musica "L’infinito", 1969; "Le due Lune", 1970; "Il viaggio della luna", 1974; "Il sole dell’Apocalisse", 1976.

1972
Realizza una mostra personale alla Galleria d’Arte Moderna di Torino.

1982
Mostra personale alla Galleria Planetario, Trieste.

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