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Antonio Corpora nasce a Tunisi il 15 agosto 1909. Dopo aver frequentato la scuola delle Belle Arti nella città natale, prosegue gli studi a Parigi. Arriva a Firenze nel 1929, e nel 1930 tiene una mostra a Palazzo Bardi, visitata da una sola persona, Ottone Rosai, e recensita favorevolmente su “la Nazione” e su “Illustrazione Toscana” da Aniceto del Massa. Si trasferisce a Parigi dove risiede fino al 1939. La sua educazione pittorica si forma nel clima della tradizione moderna da Monet a Cezanne, Picasso, Matisse. Alcuni viaggi e brevi residenze in Italia. Nel 1934 tiene una personale alla Galerie Outremer di Tunisi. Collabora alla Fiera Letteraria e sempre nel 1934 entra in contatto con gli artisti della Galleria del Milione. Scrive saggi sull'arte astratta e la propone con le sue opere in mostre all'estero. E’ di quegli anni l’amicizia con Fontana, Soldati, Licini, Reggiani, Ghiringhelli e Carlo Belli che pubblica “K.N”. Nel 1939 espone presso la Galleria Il Milione. 

Nell’Italia del dopoguerra, Corpora è in prima linea nella battaglia per il rinnovamento del linguaggio pittorico: nel 1945, profugo a Roma, ospite nello studio di Guttuso, è con lui tra i fondatori del Fronte Nuovo delle Arti. Il gruppo, ironicamente definito dalla critica “neocubista” tra i primi proporrà in termini polemici la necessità di uno sganciamento dai moduli troppo antichi della pittura precedente e sarà soprattutto un movimento di energica opposizione a quella che era stata l'arte del cosiddetto "Novecento Italiano". Nel 1947, dopo la rottura del Fronte, diventa amico di Lionello Venturi che accetterà di patrocinare il Gruppo degli Otto Pittori Italiani formato da Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Borlotti, Santomaso, Turcato e Vedova, gruppo che si contrappone alla politica del neorealismo figurativo. Nel 1951 gli viene assegnato il "Prix de Paris". Nel 1952 espone a Venezia nel gruppo degli Otto Pittori Italiani dove gli viene assegnato il premio della Giovane Pittura Italiana. 

Va precisato tuttavia che, pur nella comunanza di idee, la sua inquieta personalità e l'originalità della sua ricerca mal sopporteranno le costrizioni dei raggruppamenti, essendo per temperamento pronto a raccogliere ogni suggerimento ed a svilupparlo immediatamente secondo le necessità della sua tematica. Intuito il valore delle ricerche informali punterà decisamente verso quelle soluzioni che, per essere prodotte da nuove esigenze, di condizione e di linguaggio, giungeranno a creare quella che fu definita "un art autre". Sempre nel 1952 viene pubblicato su "Cahiers d’Art" un importante saggio di Christian Zervos sull’artista, e tiene una personale presso la Galerie de France a Parigi. Nel 1955 vince il premio della Quadriennale di Roma. Nel 1956 la Biennale di Venezia gli assegna una sala personale; tale riconoscimento si ripeterà nel 1960, 1962 e nel 1966. Alla fine degli anni Cinquanta stringe una fraterna amicizia con il critico più spregiudicato di Parigi, Pierre Restany. 

Tra il ’58 e il ’67 tiene una serie di personali in tutto il mondo: dalla Galerie Sprinter di Berlino alle Kleeman Galleries e Chalette Gallery di New York, la Haaken Gallery di Oslo e la Biennale di Tokyo. Nel 1968 ottiene il primo premio alla Biennale di Roma. Nel 1972 ha una sala personale alla Quadriennale d’Arte di Roma. Tra il ’73 e il ’79 espone presso la Galerie Gunther Franke di Monaco, la Galleria Schubert di Milano, Stadtischer Museum di Trier, la Galleria Goethe di Bolzano, B.M.W. Galerie di Monaco, la Galerie de Larcos di Parigi, l’Austellung der Bayerischen e la Galerie Fischer Roubaud di Monaco, il Centro d’Arte La Bitta di Roma, la Galerie im Kunstverlag di Weingarten, la Galleria Lo Spazio di Napoli, il Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Nel 1980 tiene la prima personale alla Galleria Planetario di Trieste, dove tornerà nel 1982. 

Dagli anni ottanta, si susseguono moltissime personali nei musei di tutto il mondo e nelle gallerie private. Il 16 Dicembre 2003 riceve il Premio Presidente della Repubblica ed è nominato Accademico di San Luca. Corpora un grande pittore sempre controcorrente, sempre capace di rinnovarsi, un pittore giovane che non si è mai soffermato in moduli prestabiliti, stimato internazionalmente da critici di fama mondiale, ci lascia nel settembre del 2004.

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